
Cison di Valmarino - La splendida cornice di Castelbrando, incantevole castello medievale oggi trasformato in albergo/centro congressi a pochi minuti d'auto da Vittorio Veneto, è stato il fulcro delle operazioni di lancio sul territorio italiano della nuova Porsche Cayenne.
Un restyling, quello che ha interessato la velocissima SUV tedesca, che nella più classica delle tradizioni Porsche non ha cancellato quanto di buono proposto dal modello già presente in listino, perchè l'obiettivo del gruppo di lavoro che ha messo mano al "gigante buono" a Zuffenhausen era quello di rendere sostanzialmente perfetto un prodotto già di per sé a punto.
Un lavoro di affinamento certosino, passato attraverso l'attento ascolto dei suggerimenti della clientela e la volontà di innalzare ulteriormente i limiti di Cayenne, donandole più potenza ma soprattutto una miglior guidabilità senza dimenticare l'ambiente: tutte e tre le unità motrici disponibili rispettano già le future normative Euro5 ed Euro6 che entreranno in vigore nei prossimi anni.
Un'evoluzione graduale, insomma, percepibile già ad una prima occhiata per via di alcuni dettagli estetici completamente ridisegnati: in particolare i gruppi ottici anteriori, più taglienti e moderni sotto il profilo "architettonico", che hanno richiesto un completo rifacimento del cofano motore, dei parafanghi ma soprattutto del fascione paracolpi, che si differenzia in base alla motorizzazione pur mantenendo costante una maggiore ricerca di sportività rispetto alla generazione precedente.
Piccole novità, ma in questo caso meno percettibili, riguardano anche la zona posteriore: i gruppi ottici sono stati leggermente "smussati" negli angoli inferiori interni, rivisti nella colorazione ed incastonati in un corpo vettura che è stato ritoccato in modo evidente nella sola zona inferiore (anche in questo caso il paraurti varia in base alla versione scelta). Le altre novità estetiche riguardano le inedite modanature laterali, gli specchietti ed alcune piccole chicche che gli stilisti Porsche hanno voluto per impreziosire ulteriormente la loro sport utility, come i cerchi lega dallo stile inedito.
Le novità più interessanti, però, si trovano sotto al rinnovato vestito - degno di nota il miglioramento del 10% del Cx, passato da 0,39 a 0,35! - celate da una lunga lingua di metallo. Parliamo dei nuovi motori V6 e V8, che sono lievitati nelle cilindrata e nella cavalleria, pur senza andare ad intaccare una delle regole basilari di tutti i cuori Porsche: bassi consumi, in relazione alle prestazioni, ed emissioni di CO2 estremamente ridotte.
Valori, quest'ultimi, che nell'immaginario dell'automobilista sono estremamente difficili da combinare, ma che in Porsche hanno saputo migliorare introducendo soluzioni come l'iniezione diretta della benzina (DFI) e un complesso sistema di fasatura variabile sui motori V8 (Variocam Plus) in grado di variare in base alle esigenze di utilizzo le tempistiche di apertura delle valvole ma soprattutto la loro alzata.