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Volvo C30 T5 - Test

Fast & Furious secondo Volvo

a cura di: Giovanni Bregant
Lunedì 18 Giugno 2007

C’erano una volta le Volvo, intese come station wagon infinite e indistruttibili, modellate con un’accetta, tutte sostanza e niente fronzoli. Ebbene, abbiamo uno scoop: non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma nemmeno le Volvo di una volta. Sì perché l’ultima che ci è capitata tra le mani si è presentata con una carrozzeria bicolore originalissima e studiata in ogni dettaglio, con un body kit proveniente chiaramente da qualche episodio di Fast and Furious ambientato in Svezia e misteriosamente mai arrivato nei nostri cinema e, cosa anche più importante, un cuore da 220 CV che abbinato ad un corpo vettura compatto e relativamente leggero promette forti emozioni.

Il piacere di farsi notare
Erede della 480, la C30 dà l’assalto al segmento C – già sovraffollato di proposte – con l’obiettivo dichiarato di distinguersi. Per riuscirci si affida, proprio come la progenitrice, su un design decisamente originale: una carrozzeria a tre porte lunga 425 cm (larga 178 e alta 145) che nel frontale rassicura (ok…. è la solita Volvo) e in coda lascia sgomenti (accidenti, non è la solita Volvo!) . Due facce della stessa medaglie che più diverse non potrebbero essere, eppure la vettura nel suo insieme appare tutt’altro che squilibrata, con un look più da coupè “pratica” che da semplice compatta a tre porte.
E a confermare che davvero non è la “solita” Volvo ci pensa l’ampio catalogo delle personalizzazioni possibili, dai cerchi (si può arrivare fino ai 19 pollici) al kit aerodinamico (spoiler anteriore, minigonne, alettone posteriore) di colore contrastante con la carrozzeria, come nell’esemplare in prova, con un numero di configurazioni possibili davvero molto vasto.

Solo per quattro (e in vacanza per due… )
Dove la nuova Volvo C30 non stupisce, ma in questo caso possiamo parlare di una scelta di grande concretezza ed intelligenza visto il risultato, è dentro: la plancia è sostanzialmente identica a quella della S40/V50. Una scelta pensata sicuramente per far contenti i dirigenti che hanno a che fare con le economie di scala, ma che non pregiudica certamente la qualità della vettura, anzi. Questa plancia nasce per una vettura di categoria superiore ed è evidente come i materiali impiegati e lo styling siano per certi versi superiori a quelli che ci si potrebbe attendere da una segmento C pura come la piccola Volvo.
Come per l’esterno, anche dentro rimane invariata la possibilità di personalizzazione grazie a quattro versioni: assolutamente nuovo è l’inserto in bianco Virtuale, ispirato alle superfici lucide e moderne nel mondo dello sport e dei computer, ma è disponibile come optional anche una versione scintillante in alluminio "stile surf", ispirata alla C30 Design Concept.
La plancia, con il suo look così minimalista, esteticamente è davvero molto bella e nell’utilizzo quotidiano appare anche funzionale (perché dunque la concorrenza tedesca ci fa impazzire con mouse e mille sottomenu?). L’unico appunto che ci sentiamo di fare riguarda i materiali plastici usati per la zona superiore del cruscotto: al tatto confermano di essere di ottima qualità, ma il loro aspetto non li valorizza, risultando un po’ povero.

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