Mandello del Lario – Sulla falsa riga di quanto accade da sempre nel mondo delle quattro ruote, Moto Guzzi apre il ventaglio della proposta di Griso, introducendo quella versione 850 che sembra essere il perfetto anello di congiunzione tra la Casa di Mandello e quella gigantesca fetta di clientela che desidera una moto affascinante pur non sentendosi a proprio agio nell’aver a che fare con una cilindrata al di sopra del litro.
Insomma, ora non ci sono proprio più scuse per non portarsela a casa, anche perché di certo non si può dire che Griso 850 sia l’edizione economica della 1100: distinguerle al primo colpo d’occhio, ve l’assicuriamo, è veramente difficile, così come è altrettanto impegnativo capire se la Griso su cui vi state divertendo come dei bambini al Luna Park sia l’una o l’altra versione.
Ecco perché abbiamo paragonato la nuova gamma Moto Guzzi – vale anche per Breva 1100/850 - a quella di una Casa automobilistica: tra una berlina millesei ed una duemila dello stesso modello, solitamente, le differenze che si colgono nell’immediato si limitano a qualche dettaglio estetico…mentre nel mondo delle due ruote, a parte casi che si possono contare sulle dita di una mano, i modelli inferiori propongono non solo un cuore meno dotato ma anche uno stile ed una dotazione di accessori che fanno presto rimpiangere di non aver pensato più in grande.
Differenze estetiche, insomma, poche: il telaio passa dall’essere verniciato di grigio ad un più pacato nero, mentre il gruppo motore/trasmissione ed i cerchi in lega fanno l’esatto opposto passando dal nero al grigio. Diversi anche i tubi di scarico, che hanno un “giro” più breve, così come si nota – ed è un peccato - l’assenza del voluminoso radiatore dell’olio sul lato destro del propulsore.